Studio dei tumori eredo-familiari

Il 5-10% di tutti i tumori si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti, appartenenti a famiglie nelle quali la predisposizione all’insorgenza della malattia viene trasmessa come carattere autosomico dominante, ad alta penetranza. Lo studio delle basi genetiche dei tumori eredo-familiari, in particolare della mammella e dell'ovaio e melanoma, iniziato piu' di 15 anni fa,  ha portato ad importanti risvolti clinico-diagnostici..

Le linee di ricerca più recenti sono rivolte all’identificazione di nuovi geni di predisposizione e/o modificatori del rischio di tumore associato a mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, nonché alla caratterizzazione bio-patologica di varianti di sequenza dal significato ignoto. Tali studi si giovano di collaborazioni in consorzi nazionali (INTEF) ed internazionali (CIMBA ed ENIGMA) e contribuiscono ad una definizione sempre più precisa del rischio di malattia nei soggetti predisposti. Ad oggi, lo studio di più di 1600 famiglie ha permesso l’identificazione di circa 500 soggetti portatori di mutazione, contribuendo alla definizione dello spettro mutazionale dei geni BRCA della popolazione veneta. Il collegamento di famiglie ad “alto rischio" in una sorta di mappa “genealogico-geografica” avrà un importante impatto sulle modalità di esecuzione e le potenzialità del test genetico, favorendo l’identificazione di individui nei quali percorsi mirati di prevenzione sono in grado di ridurre mortalità e morbilità associate a queste neoplasie. In questo contesto, il nostro gruppo si è impegnato nell’organizzazione di un percorso clinico-diagnostico dedicato a soggetti ad “alto rischio” attraverso l’integrazione di competenze multidisciplinari che gravitano attorno al test genetico. Il coordinamento di una rete di collaborazioni fra i Distretti Sanitari del Veneto e del Trentino Alto Adige ha permesso di articolare le varie fasi di questo percorso anche a livello territoriale garantendo ai soggetti predisposti una continuità assistenziale.

Coordinatori
Prof. Alberto Amadori
albido@unipd.it
Dr. Marco Montagna
marco.montagna@ioveneto.it

Il melanoma cutaneo maligno e' una malattia multifattoriale, in cui sia fattori ambientali che genetici sono coinvolti. L' oncosoppressore CDKN2A e' il principale gene riconosciuto per la suscettibilita' al melanoma. La frequenza di mutazioni in questo gene in soggetti italiani con almeno 2 casi di melanoma in famiglia e' di circa 33%, ma aumenta notevolmente con il numero dei casi di melanoma multiplo presenti all'interno della famiglia. In collaborazione con i reparti  clinici dell’Istituto Oncologico Veneto, il nostro Servizio e’ attivamente coinvolto in uno studio multidisciplinare teso all’identificazione, reclutamento e sorveglianza di famiglie ad alto rischio. In questo contesto sono state sviluppate linee di ricerca per studiare varianti geniche di CDKN2A di cui non e' noto l'effetto patogenetico (studi funzionali in vitro ed in silico) e nuovi geni modificatori del rischio per il melanoma con particolare riferimento ai casi di melanoma multiplo. Queste linee di ricerca sono supportate da collaborazioni con il Dipartimento di Biologia dell'Universita' di Padova e con il Dipartimento di Medicina Interna e Specialita' Mediche dell'Universita' di Genova

Coordinatori
Prof. Alberto Amadori
albido@unipd.it
Dr. Chiara Menin
chiara.menin@ioveneto.it